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PSD2: cos’è la nuova direttiva europea sui pagamenti digitali

La PSD2 può sembrare un acronimo dedicato solo a chi fa finanza ed è invece ciò che ha innescato il passaggio all’open banking, uno nuovo modo di fare banca che porta numerosi vantaggi per i clienti finali. In Italia questa nuova direttiva europea sui servizi di pagamento, è ufficialmente operativa da settembre 2019 e ha portato una ventata di novità nel mondo dei pagamenti e in generale nella gestione del denaro, ha reso le banche “open”, ha fatto alzare gli standard di sicurezza e ha reso l’offerta ai clienti più personalizzata e spesso più conveniente. E’ quindi utile conoscere meglio questa direttiva e approfondire le ripercussioni che ha sulla vita dei cittadini e delle imprese.

PSD2: cos’è

A correggere la PSD che risale al 2009 ed aveva qualche limite, è arrivata la PSD2, la seconda direttiva sui servizi di pagamento che nell’UE è entrata in vigore nel 2016 e negli anni a seguire è stata recepita negli anni seguenti.

Con questa normativa la Commissione Europea obbliga tutte le banche del continente a condividere i dati in loro possesso con società fintech o che si occupano di servizi finanziari. Per il cliente finale ciò significa che ha maggiore scelta e può decidere di affidare a soggetti non bancari (le terze parti) la gestione del proprio denaro e i pagamenti che effettua. Oggi infatti il mercato pullula di offerte di siti e app di soggetti autorizzati che permettono di pagare con il proprio conto corrente senza utilizzare la banca. Gli utenti che si sentono scettici di fronte a questo provvedimento e preferiscono continuare a concedere i propri dati solo alla banca, possono continuare a farlo non rilasciando l’autorizzazione alla condivisione e magari decidere in un secondo momento di darla. Viceversa che subito autorizza e poi cambia idea può revocare l’autorizzazione dal proprio Internet Banking in qualsiasi momento.

PSD2: obiettivi

L’introduzione della PSD2 ha come principale obiettivo quello di rendere maggiormente democratico e meno monopolizzato il settore bancario e, di conseguenza, di creare delle condizioni in cui la competizione sia maggiore e l’innovazione sia favorita. Allo stesso tempo viene potenziata anche la protezione dei dati dei clienti e la sicurezza dei pagamenti on line.

E’ solo grazie alla PSD2 che oggi possiamo parlare di Open Banking perché con questa direttiva le API delle banche vengono messe a disposizione delle terze parti che hanno così gli elementi necessari per poter costruire dei nuovi servizi e dei nuovi prodotti concorrenziali rispetto a quelli bancari e sempre più mirati a soddisfare le esigenze dei clienti che recentemente sono diventati molto esigenti. Le banche non hanno più il monopolio e devono competere con molti più soggetti nel mercato. 

AISP, PISP e CISP: cosa significano

Con l’entrata in vigore della PSD2 compaiono all’orizzonte tre nuove tipologie di player che si differenziano per finalità e libertà di azione:

  • Gli AISP (Account Information Service Provider) forniscono servizi con accesso alle informazioni sul conto dei clienti delle banche dando la possibilità così di analizzare il comportamento di spesa di un utente e/o di aggregare in una solo piattaforma i dati da diverse banche.
  • I PISP (Payment Initiatin Service Provider) forniscono servizi per prelevare i soldi dal conto dell’utente e inviare un pagamento se l’utente ha dato il consenso.
  • I CISP (Card Issuing Service Provider) forniscono servizi di pagamento basati su carta che consentono di verificare se su un dato conto è disponibile l’importo richiesto affinché la transazione vada a buon fine. Non viene svelata la cifra che c’è sul conto ma solo se è sufficiente per effettuare l’operazione di pagamento.

PSD2: cosa cambia

Abbiamo finora compreso che con la PSD2 un flusso di informazioni viene condiviso tra banche e soggetti terzi, informazioni che possono riguardare la posizione delle filiali e la natura di alcuni prodotti bancari ma soprattutto dati sulle transazioni. Ciò significa che un’altra azienda può sapere come gestiamo i nostri soldi, come li spendiamo, se ne chiediamo in prestito, se e come paghiamo le bollette, se abbiamo un mutuo e lo stiamo pagando e anche quanto viaggiamo e con che budget. Le banche “aprono” i loro archivi di informazioni ricchissime di dati interessanti a delle società che non aspettano altro che utilizzare questi dati per creare servizi e prodotti competitivi sul mercato, innovativi e spesso molto verticali e adatti ad un preciso tipo di target.

Oltre ad aumentare la competizione nell’offerta dei servizi finanziari, grazie alla PSD2 e all’Open Banking:

  • Tutti i conti possono essere raccolti in un unico luogo, ad esempio in una app in cui l’utente con un’occhiata alla dashboard può osservare la propria situazione finanziaria e anche spostare il denaro da un conto all’altro in modo facile e sicuro.
  • Fare acquisti online è più semplice ed economico e questo da una forte spinta all’e-commerce. Prima per acquistare un prodotto il rivenditore contattava l’acquirente che doveva passare tramite Visa o MasterCard per prelevare il pagamento dalla carta, ora non è più così e il sito di e-commerce accede direttamente al conto, se il titolare della carta ha dato il permesso.
  • Credit scoring più preciso e sicuro. Per dimostrare la nostra affidabilità e ottenere un prestito dobbiamo mostrare le informazioni sulla nostra condizione finanziaria e ora con la PSD2 è possibile: fornisce queste informazioni on line consentendo ai finanziatori un accesso una tantum a 12 mesi di entrate e spese.

Tutti questi scambi di dati avvengono nella massima sicurezza perché tramite API e le API sono affidabili e le startup che hanno accesso ai dati devono sempre essere approvate dall’autorità dei servizi finanziari. Per garantire maggiore sicurezza al cliente è necessario precisare che per usufruire di uno dei tanti servizi di Open Banking, inoltre, non è assolutamente necessario condividere login e password bancario con qualsiasi altro soggetto.

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