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InsightArticoliOpen Banking nel 2026: trend, scenari futuri e cosa cambia davvero

Open Banking nel 2026: trend, scenari futuri e cosa cambia davvero

Pubblicazione: 15 gennaio 2026Tempo di lettura: 9 minuti
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Che cos'è l'Open Banking nel 2026?

Oggi, il concetto di Open Banking non è più solo “accesso ai dati dei conti e avvio pagamenti” come definito dalla normativa europea PSD2. Gli elementi su cui si basa (API sicure, consenso esplicito, Strong Customer Authentication) restano fondamentali, ma sta assumendo sempre più i contorni di un’infrastruttura abilitante per tre evoluzioni che ormai si sovrappongono:

  • Open Finance: estensione della condivisione di dati oltre i conti di pagamento - risparmi, investimenti, prestiti, assicurazioni - in un quadro più omogeneo.
  • Embedded Finance: servizi finanziari che diventano “funzione” dentro piattaforme non finanziarie come software, ERP, marketplace e app verticali), riducendo le frizioni.
  • AI-Enabled Finance: utilizzo di dati transazionali e, in prospettiva, più dati finanziari per automatizzare decisioni, personalizzare esperienze e rendere più efficienti i processi.

In altre parole: l’Open Banking è nato come obbligo regolamentare, ma oggi assume sempre più il significato di modello operativo API-first su cui si costruiscono percorsi finanziari integrati e “AI-native”.

Un indicatore utile per comprenderne il ruolo chiave per aziende e consumatori è la crescita prevista dell’uso delle API a livello globale: secondo Juniper Research¹, le chiamate Open Banking API aumenteranno da 137 miliardi (2025) a 722 miliardi (2029), con una crescita del 427% nel periodo.

Anche l’evoluzione normativa è un indicatore della sua diffusione: un report del Cambridge Centre for Alternative Finance² ha evidenziato che, a livello globale, 60 giurisdizioni hanno già implementato norme o regolamentazione Open Banking, segno che il modello sta superando da tempo i confini europei.

Da Open Banking a Open Finance: PSD3/PSR e FIDA come “reset” europeo

Nel 2026, in Europa, la traiettoria è guidata da due cantieri regolamentari che convergono:

  1. PSD3 e PSR (Payment Services Regulation)
    A fine 2025 Parlamento e Consiglio europeo hanno annunciato un accordo provvisorio su PSD3 e PSR. L’aspettativa è che i testi finali diventino legge nel 2026, con tempi di applicazione successivi. L’accordo contiene alcune direttrici chiave per modernizzare e rafforzare il quadro regolatorio dei pagamenti nell’UE e, in particolare, mira a ridurre gli ostacoli di mercato che oggi riscontrano gli ASPSP nell’accesso ai dati bancari.³
    Il messaggio di fondo: più concorrenza e apertura, ma anche più protezione da frodi e responsabilità più chiare lungo la filiera.
  2. FIDA (Framework for Financial Data Access)
    La proposta di Open Finance della Commissione europea punta ad andare oltre i conti di pagamento, includendo risparmi, prestiti e mutui, per citare solo alcuni esempi, creando un quadro per l’accesso ai dati finanziari su più prodotti e settori.⁴

Nel 2026 il punto non è solo “più dati”: è standardizzare e governare lo scambio dati, e decidere il funzionamento dell’infrastruttura (ruoli, responsabilità, schemi tecnici, modelli di compensazione, interoperabilità).

Trend chiave dell’Open Banking nel 2026

Quali sono, quindi, i trend dell’Open Banking che caratterizzeranno il 2026 e i prossimi anni?

1. A2A e instant payments: il contesto europeo diventa finalmente favorevole

Il 2026 è un anno “di consolidamento” per i pagamenti Account-to-Account (Pay by Bank), soprattutto perché il quadro infrastrutturale e regolamentare sugli instant payents sta maturando.

  • Il Regolamento UE sugli instant credit transfers in euro (Reg. 2024/886) punta ad accelerare l’adozione rendendo i bonifici istantanei più disponibili e fruibili nel tempo.
  • Il tema “fiducia” entra nella user experience: strumenti come Verification of Payee e Check IBAN diventano parte della normalità operativa e impattano processi e journey.

Per esercenti, aziende e piattaforme, l’interesse resta concreto: costi potenzialmente più bassi, settlement più rapido, autenticazione bancaria forte e possibilità di integrare meglio riconciliazione e post-pagamento, soprattutto nei flussi B2B.

2. L’Open Banking smette di essere “feature fintech” e diventa “infrastruttura di piattaforma”

L’Open Banking è sempre meno percepito come una categoria di prodotto e sempre più come layer abilitante dentro percorsi più ampi:

  • B2B SaaS e piattaforme verticali: riconciliazione automatica, cash-flow intelligence, pagamenti e incassi integrati.
  • Mobilità e gig economy: payout più rapidi e flussi A2A per ridurre tempi e costi.
  • Subscription & servizi ricorrenti: Pay by Bank, controlli in tempo reale e gestione più robusta delle eccezioni (fallback, retry, comunicazioni puntuali verso il cliente).

L’utente finale non “vede” l’Open Banking ma ne beneficia direttamente, grazie a meno attrito in fase di onboarding, più controllo attraverso il consenso esplicito e processi più veloci.

3. Da compliance a strategia: PSD3/PSR spingono su antifrode, responsabilità e qualità delle API

Con PSD3 e PSR, la partita non è solo rendere i dati accessibili ma semplificarne l’accesso. L’accordo annunciato a fine 2025 va nella direzione di un mercato più competitivo, con enfasi su frodi e sicurezza.

Per banche, TPP e piattaforme questo significa che la differenza tra “essere compliant” e “essere scalabili” passa da:

  • qualità e affidabilità delle API (stabilità, performance, osservabilità);
  • gestione del consenso (granulare, limitato nel tempo, revocabile e tracciabile);
  • governance dei terzi (rischio operativo e dipendenze).

4. Trust-by-design: DORA alza l’asticella operativa

DORA (Digital Operational Resilience Act) è applicabile dal 17 gennaio 2025, ma il 2026 è l’anno in cui si sentiranno pienamente gli effetti delle norme sulla resilienza digitale:

Con più API e più integrazioni, diventano centrali:

  • gestione del rischio ICT e dei fornitori terzi;
  • incident reporting e continuità operativa;
  • controlli e test di resilienza.

Questo impatta direttamente chi costruisce ecosistemi Open Banking/Open Finance: la fiducia non è uno slogan, è un requisito di architettura.

5. Open Finance e AI: crescono valore e responsabilità

Nel 2026 l’AI verrà applicata sempre più in ambito pagamenti e operations (prevenzione frodi, compliance automation, ottimizzazione dei processi), e la combinazione con dati “aperti” aumenta il potenziale: più contesto, più tempestività, più capacità di previsione.

Il punto chiave però è un altro: più decisioni automatizzate si traducono in maggiore necessità di trasparenza, controlli e comprensione, soprattutto su credito, rischio e antifrode.

Il ruolo dell’AI nel futuro dell’Open Banking: tre casi d’uso che diventano “mainstream”

L’Intelligenza Artificiale avrà un ruolo centrale: la sua applicazione “a silos”, ossia a singoli progetti, verrà superata da un’integrazione a tutta la strategia aziendale, con vantaggi tangibili e nuovi casi d’uso:

  1. Cash-flow e money management più intelligenti
  • categorizzazione multi-banca più robusta
  • previsioni su flussi e scadenze
  • alert proattivi e suggerimenti (es. ottimizzazione liquidità)
  1. Credito e tesoreria per PMI “data-driven”
  • analisi di pattern transazionali in tempo reale
  • early warning su stress di liquidità
  • linee e condizioni più dinamiche
  1. Agenti AI che eseguono azioni
  • avvio pagamenti
  • automazione di riconciliazione e allocazione dei flussi finanziari
  • gestione eccezioni e customer care operativo

La parola chiave sarà orchestrazione: con più fonti dati e più attori, il valore non sta solo nell’algoritmo, ma nel disegno end-to-end (processi, controlli, auditabilità, fallback, responsabilità).

Focus Italia: crescita reale, ma Pay by Bank ancora “di nicchia” nel retail

L’Italia mostra segnali concreti di maturazione, ma con un profilo molto chiaro: trazione più forte nel B2B, più lenta nel retail.

  • La Banca d'Italia ha sottolineato che l’Open Banking in Italia cresce ma resta ancora marginale nei volumi, nonostante le sue potenzialità: solo 0,13% dei bonifici online è riconducibile a Open Banking, con prevalenza d’uso nel segmento B2B e integrazioni con ERP.⁵
  • CRIF riporta che nel primo semestre 2025 il tasso di successo nella connessione di un conto (Access to Account) è salito al 57,4%, +8 punti percentuali rispetto al primo semestre 2024.⁶

Conclusioni

Per il 2026, la traiettoria è abbastanza chiara: nel consumer l’Open Banking cresce solo quando smette di “farsi notare” e diventa un’esperienza paragonabile - o migliore- rispetto a carte e wallet. Questo significa tre cose molto concrete: standardizzazione (flussi simili tra banche e Paesi, meno variabilità), velocità e continuità (onboarding e pagamento senza passaggi inutili, con fallback gestiti bene) e certezza operativa (esiti immediati, riconciliazione comprensibile, gestione di errori e rimborsi con regole trasparenti).

Nel B2B, invece, il punto di forza è che il valore si misura subito: meno lavoro manuale (riconciliazione e accounting), più controllo di cassa (visibilità su incassi e uscite in near real-time) e processi più automatizzati (tesoreria, payout, gestione degli scaduti). Qui l’Open Banking non compete solo come “metodo di pagamento”, ma come infrastruttura "dati e pagamenti" che abilita efficienza e decisioni migliori (ad esempio su credito, limiti, rischio operativo).

In sintesi: l’adozione non dipende più dal “se” l’Open Banking funziona, ma dal quanto è integrato, affidabile e governabile. Sul consumer vince chi riesce a renderlo invisibile e standard; sul B2B vince chi dimostra ritorni misurabili e scalabilità operativa. Il ponte tra i due mondi è lo stesso: qualità delle API, governance del consenso, gestione delle eccezioni e sicurezza end-to-end.

Fonti
1

Open Banking API Call Volume to Surpass 720 Billion Globally by 2029 | Juniper Research, febbraio 2025

2

The Global State of Open Banking and Open Finance | Cambridge Centre for Alternative Finance, 2024

3

Payment services deal: More protection from online fraud and hidden fees | Parlamento europeo, novembre 2025

4

Framework for financial data access | Commissione europea

5

Rapporto sull'Open Banking in Italia | Banca d’Italia, ottobre 2025

6

Open Banking Italia: successo connessione conto al 57,4%. I Dati 2025 | CRIF, ottobre 2025

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