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Insurtech: definizione e trend tecnologici nel mondo assicurativo

L’emergenza pandemica ha fatto in modo che tutti avessero gli occhi puntati sulla propria salute più consapevoli della fragilità umana, sociale ed economica e quindi più preoccupati di proteggerla. Così l’insurtech ha giovato di questa spinta negli scorsi mesi diventando un settore tra i più innovativi e propulsivi. La disruption nel mondo delle assicurazioni non era e non è per nulla scontata ma sembra che sia la volta buona

Insurtech: definizione

Se Fintech unisce Finance e Technology, insurtech nasce affiancando il settore insurance alla technology e viene definito come l’applicazione delle nuove tecnologie al mondo delle assicurazioni. In questo settore si può spaziare dalla sottoscrizione delle polizze fino alla gestione dei sinistri e ottimizzare o automatizzare tutti i processi digitalizzandoli e utilizzando ad esempi  Big Data Analytics, Intelligenza Artificiale e API, ma non solo.

Molto spesso l’insurtech viene inteso come un sottoinsieme del Fintech, che sia corretto o meno non è qui il luogo in cui parlarne, più interessati alle dinamiche e alle caratteristiche di un fenomeno che se ha un po’ tardato a prendere piede, ora è sempre più noto e interessante. Non è un sentore, lo dicono i numeri dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano che nel 2020 ha identificato ben 392 startup insurtech a livello globale, concentrate soprattutto in America e in Europa, seguite dall’Asia. Il nostro continente supera quello asiatico solo per numero di startup perché se si vanno a guardare i fondi raccolti,  11 miliardi di dollari in totale, veniamo superati, fermi a 2,25, quasi la metà delle cifre di America e Asia.

Insurtech: il trend tecnologico tra Intelligenza Artificiale e Blockchain

Il maggior contributo all’innovazione nel settore proviene dall’utilizzo intelligente dei dati – molto abbondanti –  attraversi l’impiego di Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale, ma stanno assumendo una crescente importanza anche le API, interfaccia di programmazione che abilitano la creazione di modelli di business basati sulla integrazione e la collaborazione in piena ottica open banking. 

Più timido è l’approccio a tecnologie quali Blockchain e Distributed Ledger, anche le criptovalute non sono ancora particolarmente utilizzate mentre si fa sempre più forte l’interesse trasversale per la sostenibilità, sempre più in alto nell’agenda di tante aziende e organizzazioni, sempre più presente anche nelle mission delle startup insurtech e nel loro business plan. Sempre secondo l’Osservatorio  Fintech & Insurtech questa urgenza è sentita dal 28% delle startup che strizza l’occhio almeno ad uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite privilegiando temi sociali e climatici.

Insurtech in Italia i dati dell’Osservatorio

Indagare come l’Italia si sta approcciando a questo settore in piena crescita fa intendere il grado di propensione all’innovazione del nostro Paese e i dati dell’Osservatorio sono più confortanti di quanto si possa pensare. Una buona percentuale di utenti Internet italiani tra i 18 e i 74 anni ha già adottato servizi Insurtech e quelli più gettonati sono stati le polizze assicurative in digitale (il 27% di essi), le assicurazioni basate sui comportamenti (8%) o la gestione dei sinistri da mobile (9%). Il livello di soddisfazione per ora si mantiene alto in generale, anche se permane l’idea di affidarsi a compagnie assicurative e pochi ancora cambiano interlocutore passando a aziende Internet, startup e operatori di telefonia mobile. E’ però un trend in crescita per cui le assicurazioni sanno bene che è arrivato il momento di innovare anche per loro garantendo velocità di risposta, disponibilità 24/7 e la possibilità di gestire ogni operazione da mobile.

Non solo le persona ma anche le aziende sono nel mirino dell’insurtech e quelle italiane sono piuttosto tradizionaliste per ora.  L’84% ha una copertura assicurativa attiva e il 42% l’ha acquistata in modalità tradizionale, in futuro però potrebbe non essere più così visto che si nota un grande interesse verso i canali digitali. Questa svolta è stata accelerata dalla pandemia che ha dato un forte impulso alla digitalizzazione cancellando o per lo meno affievolendo quello scetticismo che per il settore insurtech costituiva un freno fastidioso.

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