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SME Banking e SME Finance, cosa serve alle imprese?

Negli ultimi anni le PMI si sono trovare al centro dell’attenzione del settore bancario che fino a quel momento le aveva in parte trascurate, a parte alcune eccezioni, complice la consapevolezza che per la ripresa del Paese, è necessario siano finanziariamente in salute. 

Ecco quindi la SME Finance e l’SME banking.  L’arrivo della pandemia ha acuito la necessità di offerte dedicate e di dedicare una particolare attenzione ai loro bisogni per far sì che tutte le realtà con business meritevoli potessero continuare a crescere in modo sano e costante anche per il bene dell’economia italiana fondata su aziende di dimensioni piccole o medie e non certo di giganti e unicorni. 

SME banking e SME Finance: approcci possibili 

Confermata l’inossidabile importanza delle PMI per l’Italia, e anche per molti altri Paesi con un simile tessuto imprenditoriale, si possono esplorare i diversi approcci che i vari soggetti hanno messo in campo per dare una mano e conquistare questa invitante ma complessa fetta del mercato. 

Quali migliori metodi per servire questo settore? Eccone alcuni, tale elenco non vuole essere esauriente ma mostrare come sono tante le possibili strategie di SME finance e SME banking. 

C’è chi ha proposto prestiti basati sulle garanzie come tante banche e società finanziarie tradizionali, con pacchetti realizzati combinando prestiti basati sulle attività, finanziamenti basati sui contributi, invoice discounting e finanziamenti basati sul factoring, utilizzando debitori o contratti affidabili. Sono spuntati anche prestiti sui dati e sulle informazioni, spesso associati a prestito di bilancio, credit scoring e prestito di relazione, e poi c’è anche il finanziamento basato sulla vitalità è specialmente associato al capitale di rischio. In tutto ciò si è potuto notare che spesso il tipo di proposta non dipendeva dal valore del business ma da molti altri fattori che regolano le logiche del SME banking, basate sui dati, ma non solo.

SME Banking e il gap delle PMI 

Il lockdown non ha fatto altre che ingrossare le fila di quella squadra già esistente di imprese escluse dal settore bancario, impossibilitate ad accedere all’offerta classica che le banche da sempre riservavano alle PMI ma di cui solo una modesta parte poteva beneficiare. Si tratta di tutte quelle realtà non in grado di assicurare quella solidità richiesta per i prestiti bancari convenzionali, né rendimenti abbastanza alti da attrarre i capitali di rischio o altri investimenti sempre ad alto rischio. 

La mancanza di informazioni da parte dei mercati ha poi limitato ulteriormente l’efficacia delle offerte basate su rendiconti finanziari e del credit scoring ed è diventato sempre più evidente e grave il “gap finanziario delle PMI” o Nano gap. Un problema che con l’SME banking si vuole cercare di risolvere senza regalare denaro a pioggia ma premiando chi merita di sopravvivere e crescere.

Due le vie possibili esplorate in precedenza 

  1. Ampliare l’approccio basato sul collaterale, incoraggiando i prestatori bancari a finanziare le PMI con garanzie insufficienti, una via difficile da perseguire nel libero mercato.
  2. Ampliare l’approccio basato sulla redditività che riguarda il business stesso per fornire una migliore assistenza generale allo sviluppo del business e ridurre il rischio, aumentando i rendimenti. 

SME banking e lending per la crescita delle PMI 

Approfondite e interessanti le analisi che nel corso degli anni sono state fatte sui metodi con cui le banche valutano e monitorano i prestiti alle imprese, gestiscono i rischi di finanziamento e fissano il prezzo dei loro prodotti. 

C’è un mondo da studiare e anche da migliorare come hanno fatto numerose realtà fintech che hanno scelto SME banking come loro core business. Tutta l’attenzione si concentra sempre di più sulla tipologia di informazioni finanziarie sulle imprese che le banche usano per prendere decisioni di prestito, di quanto siano effettivamente affidabili e di quanto siano soprattutto esaurienti.

Da sempre le banche facevano affidamento su una combinazione di fonti documentarie di informazione, interviste e visite, e sulla conoscenza personale e l’esperienza dei manager nel valutare e monitorare i prestiti alle imprese. 

Sono tutte tecniche che non possono funzionare con le imprese piccole e semplici che si trovano valutate con standard basati sul credit scoring sempre più accurati e possibilmente equi in modo da permettere alle banche di offrire più prestiti, più velocemente e per importi maggiori, riducendo i requisiti di sicurezza precedentemente elevati. Le banche ma non solo, anche tanti altri player soprattutto fintech con un saggio utilizzo dei dati e di tutte le tecnologie per analizzarli e trarne utili informazioni, stanno contribuendo ad una offerta di SME banking e SME finance sempre più ampia, competitiva e utile per l’ecosistema di PMI. 

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